da piccola non mi sono caduti tutti i denti.
due dei miei denti da latte, i miei canini, testardi, non sono mai caduti, e i miei denti veri sono cresciuti sotto, come a volersi nascondere.
a quanto pare, si chiamano «denti ectopici«, o «denti inclusi«, o ancora «sopraddenti«, i denti che spuntano in qualche posizione non prevista.
i miei denti da latte non ne volevano sapere di cadere, e me li sono portati dietro quasi fino alla fine delle elementari - la prima e ultima volta che andai dal dentista fu per strapparmi via quei piccoli rimasugli della mia infanzia, alle porte dell'inizio delle scuola media.
quella visita è una delle poche cose che ricordo bene di quel periodo della mia vita, per il resto sfumato, lontano: non ebbi paura mai, neanche per un secondo, nonostante mia madre non fosse al mio fianco, lasciata fuori dal dentista stesso, che affermava, a ragione, che mi avrebbe messo solo ansia vederla impaurita e ansiosa, a torcersi gli anelli scintillanti sulle dita, a impallidire davanti agli strumenti che sarebbero stati usati per forzare due denti bianchi e perfetti dalle delicate gengive della figlia.
il dentista era vecchio gia' allora, e tutt'ora mi sorprendo del fatto che non sia ancora morto ( passo ancora davanti al suo studio e leggo ogni volta la placca accanto alla porta, e il suo nome è ancora li' ) ma aveva le mani ferme e forti; la sua assistente non era giovanissima ma era molto gentile con me.
mi hanno fatto l'anestesia e poi, piano piano, il dentista ha chiesto le pinze all'assistente e ha preso ad allentarmi il dente con piccoli, leggeri movimenti rotatori.
poi mi ha gentilmente strappato due denti.
il mio più grande rimpianto, tutt'oggi, è non aver chiesto di portare a casa quei dentini dalle radici lunghe e contorte come quelli degli alberi.
non so perché questo ricordo sia così vivido, non so nemmeno perché, ancora adesso, io sia cosi ossessionata dai denti ( che pianifico di tatuarmi prima o poi ); vorrei anche io poter dare qualche significato, inventarmi una bella metafora, fare qualche collegamento sagace, ricondurlo a una mia paura o speranza specifica.
so solo che, ogni tanto, quando mi guardo allo specchio, mi diverto a immaginarmi con due denti in più.
perdere i denti, nei sogni, di solito indica uno stato emotivo fragile, debole, un momento di forte stress, dove ci si sente impotenti e insicuri, ma io, uscendo dallo studio del dentista senza sentire un centimetro della mia bocca e due profondi buchi nelle mie gengive che continuavo a passare ed esplorare con la lingua, non riuscivo a smettere di sorridere.